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Quando Michael Nyman pubblica il saggio Experimental Music: Cage and Beyond (1974) non avrebbe mai pensato che il suo contributo sarebbe andato così oltre. Avverso all’ortodossia allora attuale del modernismo internazionale, nel 1964 Nyman smette di comporre e preferisce dedicarsi alla musicologia, curando la pubblicazione di musiche di Purcell e Händel, e facendo ricerche sulla musica folklorica rumena. Nel 1968 è il primo ad associare il termine "minimalismo” alla musica. Nello stesso anno, l’ascolto di Come Out di Steve Reich, gli apre nuovi orizzonti e comincia a rinascere in lui l’interesse per la composizione. Nel 1976 Harrison Birtwistle gli commissiona l’arrangiamento di alcune canzoni veneziane del XVIII secolo per una produzione de Il Campiello di Goldoni. Nyman mette insieme quella che definirà “la più rumorosa banda acustica da strada” che si possa immaginare: ribecche, tromboni medievali, cennamelle, banjo, grancassa e sassofono. Continua poi a lavorare con la band del Campiello anche dopo la fine della produzione, unendo all’insieme le proprie esecuzioni al piano, modificandone la line-up e amplificandola: fino a diventare la Michael Nyman Band. È questa l’officina nella quale Nyman forgia il suo stile compositivo, fatto di robuste melodie, ritmi flessibili ma decisi, ed esecuzioni d’ensemble ben articolate. Dopo più di trent’anni, la Michael Nyman Band continua a esibirsi in tutto il mondo davanti a platee gremite.
Se i lavori scritti per la Michael Nyman Band rappresentano la parte principale della sua produzione, va ricordato che Nyman ha scritto musica per diversi tipi di ensemble, inclusi quelli di stampo più classico come l’orchestra sinfonica, il coro a cappella e il quartetto d’archi. Ha composto anche alcune opere teatrali,e scritto musiche di scena per alcuni affermati coreografi, quali Siobhan Davies, Shobana Jeyasingh, Lucinda Childs, Karine Saporta e Stephen Petronio. La notorietà presso il grande pubblico la raggiunge come compositore di colonne sonore, le più famose per Peter Greenaway, con cui collabora alla realizzazione di 11 film. Negli anni successivi lavora con altri registi, tra cui Jane Campion, Volker Schlöndorff, Neil Jordan e Michael Winterbottom, Dorota Kedzierzawska, e Laurence Dunmore.
Numerosi sono i progetti innovativi, come Sangam che vede la collaborazione di Michael Nyman con alcuni musicisti indiani, o il progetto audio-visivo The Commissar Vanishes (commissionato dal Barbican Centre di Londra) e il progetto acustico che vede il film del 1929 The Man with a Movie Camera di Dziga Vertov accostato all’accompagnamento dal vivo di Michael Nyman;
L’attività più recente di Nyman comprende: Acts of Beauty, commissionata dagli italiani Sentieri Selvaggi, con la voce di Cristina Zavalloni, per il Festival della Letteratura di Mantova; The Photography of Chance (written in memory of John Peel), commissionata per l’Ahn Trio; la musica della coreografia Flicker, commissionata dalla Shobana Jeyasingh Dance Company; e Melody Waves, scritta per la Singapore Chinese Orchestra, è stata eseguita al Barbican di Londra nell’aprile 2005.
I prossimi lavori includono una commissione per il Coro e l’Orchestra Sinfonica della BBC, e un concerto per violoncello per Nina Kotova. Ha recentemente composto la colonna sonora del film Never Forever di Gina Kim, in uscita quest’anno. L’ultima avventura di Michael Nyman è il lancio della propria etichetta: la MN Records. La casa discografica ha pubblicato album strumentali, opere, registrazioni di colonne sonore originali, oltre a nuove edizioni delle sue colonne sonore più celebri.
In ogni occasione Nyman si è rivelato un compositore eminentemente concreto. Lontano dall’essere chiuso nella sua torre d’avorio, estraniato dalla realtà e costantemente immerso in astratte speculazioni, Michael Nyman ha sempre rivelato una straordinaria disponibilità alla collaborazione, uno spiccato senso dell’humour, una fertile e ricercata immaginazione ed una innata capacità a rapportarsi con pubblici anche molto diversi.
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