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  01/08/2007 - Quando la voce diventa protagonista: Alessandro Haber parla del Tango di Piazzola

Quando la voce diventa protagonista: Alessandro Haber parla del Tango di Piazzola
Alessandro Haber artista eclettico e versatile, veterano del palcoscenico è un personaggio la cui appassionata inventiva è sorprendente e coinvolgente. Attore pluripremiato di cinema e teatro, regista cinematografico e cantante con al suo attivo i CD "Haberrante", "Qualcosa da dichiarare" e “Il sogno di un uomo", Haber arriva per due serate ad allietare il publico di Emilia Romagna Festival. Al fianco del Quartetto Meridies, formazione costituita da straordinari strumentisti solisti, e del talentuoso fisarmonicista Pasquale Coviello porta in scena El tango spettacolo che reinterpreta la musica argentina di Astor Piazzola sulle parole di Jorge Luis Borges e di Horacio Ferrer. Autori che hanno collaborato a lungo con Piazzolla producendo capolavori quali "Maria de Buenos Aires", "El pueblo joven", e i cicli delle Baladas e delle Milongas.

Lo raggiungo telefonicamente per scoprire qualcosa di più sullo spettacolo e dopo poco mi ritrovo piacevolmente a parlare con lui oltre che di El Tango un po’ di tutto. Haber è un uomo estremamente generoso….. e non solo con il suo pubblico!

D - Com'è nata l'idea di realizzare uno spettacolo ispirato al tango?
L’idea è nata in un modo curioso e piacevole. Tutto è inziato, circa 14 anni fa, quando Mimmo Locasciulli scoprì che con un gruppo di amici mi dilettavo a cantare e così un giorno mi invitò ad esibirmi nel suo locale. Quella sera riscossi un notevole successo soprattutto da parte dei media: il Messaggero scrisse un bellissimo pezzo sulle mie interpretazioni musicali. Da quella esperienza nacque il mio primo CD “Haberrante”. Poco tempo dopo i giovani componenti della Banda del Barrio di Avellino, rimasti piacevolmente colpiti dalle mie interpretazioni canore, mi contattarono pregandomi di lavorare con loro per dei pezzi scritti da Borges e da Ferrer su musiche di Piazzolla.
Questi brani mi conquistarono subito e così iniziammo le prove: tale era l’intensità di questi motivi, che mentre provavo piangevo. Il debutto fu un successo strepitoso e da lì decidemmo di portare in giro per l’Italia questo magico spettacolo dal titolo "Tango d'amore e di coltelli". El Tango non è altro che uno sviluppo ulteriore di questo primo lavoro e che mi vede al fianco del Quartetto Meridies, di cui fanno parte alcuni dei vecchi componenti della Banda del Barrio.

D - In "El Tango" prevale di più la musica o la recitazione e quanto c'è di teatrale nel suo modo di fare musica?
In “El tango” recito delle milonghe usando la voce anche come strumento. Le atmosfere dello spettacolo sono quelle proprie del tango: si parla di tradimenti, guerre, amori, amicizia con molta semplicità ma anche con grande rigore e pathos.
Mi definisco un interprete e come interprete canto a modo mio. In questo spettacolo, la mia recitazione è musicalità, ritmo: cerco di dare forza espressiva e suggestione alle parole, reinventando e quasi riscrivendo la milonga o ballata che di volta in volta vado ad interpretare.
In fondo è la stessa cosa che faccio insieme a Rocco Papaleo nello spettacolo di musica e parole “Miracoli e canzoni” che debutterà a novembre a Milano, per la regia di Giovanni Veronesi. “Miracoli e canzoni. Two men show” è un concerto, ma soprattutto un racconto che darà voce al nostro amore per la musica, dove noi non imitiamo nessuno ma recitiamo e cantiamo a modo nostro, mettendoci a nudo in una veste molto poetica e comica.

D- Forse molti dei suoi fan non sanno che lei è nato a Bologna ma ha trascorso parte della sua infanzia in Israele. Che cosa le è rimasto di quel periodo e soprattutto considerata l’attuale situazione politica, pensa che la musica possa essere uno strumento per veicolare valori di pace e sensibilità?
Ho trascorso la mia infanzia a Tel Aviv ma ricordo ben poco di quel periodo. In questo senso, potevo crescere in Sudafrica o in Oriente e le mie impressioni sarebbero state simili. Ora invece da adulto sono molto critico sulla situazione in Israele: si avverte questa volontà di non creare pace nonostante la popolazione non ne possa più e sia stremata dalla guerra. Credo che la musica in questi casi possa veramente salvare il mondo. La musica in quanto linguaggio universale capace di parlare a tutti è davvero starordinaria!

Intervista a cura di
Michela Giorgini
Ufficio Stampa Emilia Romagna Festival

giovedì 2 agosto ore 21.15
Montefiore Conca
Teatro Comunale Malatesta
SUONI DI-VINI
El Tango
ALESSANDRO HABER voce recitante
Quartetto Meridies
Pasquale Coviello fisarmonica
Ingresso € 10,00

venerdì 3 agosto ore 21.15
Forlì
Cortile della Prefettura
El Tango
ALESSANDRO HABER voce recitante
Quartetto Meridies
Pasquale Coviello fisarmonica



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