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26/08/2008 - Progetto Rossiniana: una rosa di eventi per incontrare un Maestro
Le intemperanze di uno spartito, il silenzio di periodi muti, una fama da viveur e la purezza del genio nell’affrontare il sacro e il profano: Gioachino Rossini trascrisse in musica le tensioni del suo talento musicale, del proprio carattere, ma soprattutto del proprio tempo. Personaggio profondamente legato alle contraddizioni di un’epoca, vissuto a cavallo fra due secoli agli albori del mondo contemporaneo, fra illuminismo in declino e romanticismo entusiasta, Rossini seppe essere candido e caustico allo stesso tempo, in una vita che ebbe non pochi anni di ‘crescendo’, vertiginosi per fama e successo quanto i suoi celebri peculiari passaggi musicali. Emilia Romagna Festival dedica al grande compositore il Progetto Rossiniana, riportando la sua musica nei luoghi della sua vita, dalle campagne dell’adolescenza e delle prime precoci composizioni, a Lugo di Ravenna, città d’origine della sua famiglia e oggi sede del Teatro a lui intitolato. Uno spettro di eventi che ripercorre la biografia del compositore, saggiando le sfaccettature della sua prolifica vena creativa. Non poteva mancare l’Opera, nella sua accezione più vicina all’ironia di Rossini: il basso-baritono Eugenio Leggiadri Gallani interpreta L’opera buffa e i suoi celebri personaggi, accompagnato al pianoforte da Gabriella Orlando, nella Chiesa di Palazzo San Giacomo a Russi (28 agosto). Le estati in villeggiatura, gli affetti degli amici, una nuova ispirazione: nasceva così la Sinfonia al Conventello di un giovanissimo Gioachino, che proprio a Conventello di Ravenna, in quella che è oggi Casa Palmieri, è affidata al quintetto di fiati Kandinsky (31 agosto). Volgendo al tramonto della vita dell’artista, gli ultimi appuntamenti sono capolavori: al Teatro Rossini di Lugo (9 settembre), è riproposta nella stessa formazione del debutto, con strumenti d’epoca come in quella villa parigina del 1863, la Petite Messe Solennelle, un eccezionale testamento spirituale. A Passy, presso Parigi, scriveva: “Dodici cantori di tre sessi, uomini, donne e castrati, saranno sufficienti per la sua esecuzione. Cioè otto per il coro, quattro per il solo, in totale di dodici cherubini: Dio mi perdoni l'accostamento che segue. Dodici sono anche gli Apostoli nel celebre affresco di Leonardo detto La Cena, chi lo crederebbe! Fra i tuoi discepoli ce ne sono alcuni che prendono delle note false! Signore, rassicurati, prometto che non ci saranno Giuda alla mia Cena e che i miei canteranno giusto e con amore le tue lodi e questa piccola composizione che è, purtroppo, l'ultimo peccato della mia vecchiaia.” Non pochi altri furono i peccati del soggiorno parigino del Rossini maturo, raccolti nei fascicoli Péchés de vieillesse che la voce di Quirino Principe, con Alessandro Marangoni al pianoforte, rileggerà nel concerto Peccati di gola…e di vecchiaia, al Teatro Binario di Cotignola (10 settembre), spiando quei salotti parigini d’altri tempi, sfogliando il diario dell’ospite più illustre. Un percorso per ripercorrere la sua musica immortale e la vita di un artista che aveva il dono delle armonie, ma anche la lucidità del genio e l’ironia dell’uomo di mondo, e che con queste parole lo lasciava, affidandosi al cielo: “Ho fatto della musica sacra o della musica maledetta. Ero nato per l'opera buffa, io, lo sai bene! Poca scienza, un po’ di cuore, tutto qui. Sia Tu dunque benedetto, e concedimi il Paradiso.”

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