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15/08/2009 - 03/09/2009 - Intervista all’arpista Floraleda Sacchi
Musicista intelligente e completa, Floraleda Sacchi è un’arpista eccellente. Pioniera dell’arpa minimale, prima e unica arpista al mondo ad incidere per DECCA (Universal Music), Floraleda si è da sempre dedicata al repertorio solistico e alla musica da camera cercando di sviluppare progetti originali e un personale modo di fare musica. Spirito eclettico, spazia dal barocco alla new age, parla correttamente tre lingue straniere (inglese, francese e tedesco), si applica con successo alla fotografia e alla scrittura, è promotore e direttore artistico del LakeComo Festival, e a settembre la vedremo alla 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, con il film Il sangue e la neve dove ha recitato e composto le musiche. L'abbiamo incontrata per conoscerla meglio: D - Leggendo la sua biografia, ho scoperto che ha iniziato con la danza, poi ha scelto l’arpa. Sono due discipline apparentemente differenti: cosa l’ha spinta a scegliere l’arpa? Crede che in qualche modo la danza possa averla aiutata nello studio della musica? A dire la verità non so perché ho scelto l’arpa. L’unica cosa di cui sono certa è che volevo suonarla fin da piccola. Quando ho visto l’arpa per la prima volta, credo a cinque anni su un disco che mi avevano regalato, ne sono rimasta affascinata: così è iniziata la mia passione. Ma non c’erano insegnanti o arpisti nella zona in cui abitavo, quindi ho aspettato fino ai 14 anni prima di iniziare a studiare l’arpa. Il fatto di avere cominciato con la danza mi ha sicuramente aiutato nello studio della musica. In fondo il musicista è un po’ come il ballerino: usa tutto il suo corpo per suonare lo strumento. E questo è maggiormente vero, quando si ha a che fare con strumenti grandi quali appunto l’arpa. Inoltre la danza è una forma di ‘espansione della musica’. D - L’arpa, al di là delle apparenze, è uno strumento complesso: qual è la qualità più importante per diventare un’arpista? Come per tutti gli altri strumenti, bisogna avere innanzitutto passione per la musica. L’arpa richiede una certa forza fisica: è uno strumento che in media pesa 50 chilogrammi, per suonarlo occorre quindi una buona prestanza fisica. In più richiede una notevole coordinazione: si lavora molto sia con le mani sia con i piedi che governano i pedali. L’unico strumento paragonabile all’arpa, a livello di complessità, è l’organo. In altre parole, l’arpa è uno strumento molto grande: per suonarla devi sovrastarla! Un uomo sicuramente fa meno fatica a suonare l’arpa. E’ anche vero però che nell’immaginario collettivo si è sempre pensato che l’arpa sia uno strumento per donne. Ciò in parte è dovuto al fatto che l’arpa è anche uno strumento decorativo. In particolare, alla fine del seicento, le arpe diventano dei piccoli gioielli, riccamente dipinte e ricoperte d'oro. Ecco che le dame settecentesche se ne innamorano subito e l'arpa diviene lo strumento femminile per eccellenza e quello preferito nei salotti sfarzosi pre-Rivoluzione Francese. I maestri e i virtuosi, però, per la stragrande maggioranza rimangono uomini. D - Dopo aver compiuto gli studi musicali in Italia, si è perfezionata con Alice Giles (Francoforte), Alice Chalifoux (USA) e con Judy Loman (Toronto, Canada): crede che all’estero esistono delle scuole specifiche con tecniche più avanzate rispetto alle scuole italiane? Assolutamente no. Quello che contano sono le singole persone e i loro consigli. Ho studiato anche all’estero perché lì c’erano gli insegnanti che andavano bene per me. Se Judy Loman fosse stata in Italia, sarei rimasta nel nostro Paese. D - Oltre ad essere un’arpista completa, so che si è dedicata con successo alla fotografia, alla scrittura e alla creazione di spettacoli musico-teatrali quali I Racconti del Mistero e Viaggio sulla Luna. Ha inoltre partecipato allo spettacolo con Ottavia Piccolo Donna non rieducabile, dedicato alla giornalista Anna Politkovskaya, e trasformato da RAI 2 in film (con il titolo Il sangue e la neve diretto da Felice Cappa) dove ha recitato e composto le musiche. Vuole descriverci questa sua passione per il teatro e la recitazione? In particolare, cosa l’ha spinta a lavorare sul dramma di Anna Politkovskaya? Colgo l’occasione per annunciarvi che il film Il sangue e la neve, diretto da Felice Cappa e tratto dal lavoro teatrale fatto con Ottavia Piccolo Donna non rieducabile - Memorandum per Anna Politkovskaja, sarà presentato alla 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, l’11 settembre 2009. A ottobre andrà invece in onda su RAI DUE e probabilmente già da settembre sarà disponibile anche in DVD. Ma torniamo alla domanda. Adoro il teatro, mi piace stare sul palco ed esibirmi altrimenti non farei nemmeno i concerti, e mi piace lavorare con gli attori. I musicisti hanno molte cose in comune con gli attori. Inoltre l’arpa è uno strumento molto particolare che a differenza di altri si presta a unirsi al teatro e alla poesia. A volte propongo io stessa degli spettacoli musico teatrali, a volte invece sono gli altri che mi chiamano per partecipare a delle performance. E’ il caso del lavoro sul dramma di Anna Politkovskaja, dove sono stata chiamata direttamente dal regista Felice Cappa. In questo spettacolo, attraverso l’arpa, dialogo con Ottavia Piccolo che interpreta Anna Politkovskaja. D - Il 22 luglio ha presentato agli spettatori di ERF, il suo ultimo lavoro Minimal Harp un progetto per arpa sola definito "affascinate" da molti giornali, e che ha già ‘stregato’ pubblico e critica. Il 3 settembre torna sul nostro palcoscenico con un nuovo concerto dal titolo Danze per arpa. Ci può dare qualche anticipazione su questo appuntamento che avrà luogo il 3 settembre a Castel Guelfo? Danze per arpa è un concerto che include tutti i ritmi della danza. La danza in un certo senso è ‘musica fisica’. E la musica è fatta anche per essere danzata. In questo concerto presenterò delle musiche per danza, con una certa predilezione per gli autori spagnoli: suonerò brani di Enrique Granados, Isaac Albeniz, Carlos Salzedo, Isaac Albeniz e Augustin Lara. Intervista a cura di Michela Giorgini E’ una faccenda tutta italiana, questa del rapporto tra musica e piaceri della tavola. Emilia Romagna Festival, inizia proprio quest’anno una collaborazione con la Locanda Solarola, elegante albergo ristorante immerso nella campagna di Castel Guelfo di Bologna: per tutta la durata del Festival, gli spettatori che si presenteranno alla Locanda Solarola con il Catalogo ERF 2009 avranno diritto ad uno sconto del 25%. ERF e la Locanda Solarola hanno il piacere di presentare uno splendido evento in omaggio al felice connubio tra la buona musica e la buona tavola: il 3 settembre 2009 la Locanda, che accosta sapientemente il relais francese e la cordialità tipica emiliana, ospiterà il concerto Danze per Arpa dell’artista Floraleda Sacchi che avrà inizio alle 22.00, a cui saranno abbinati aperitivo e cena offrendo al pubblico tre diverse modalità di partecipazione alla serata. La giovane e già affermata artista incontrerà i partecipanti durante l’aperitivo previsto dalle ore 19.00 e la cena, che inizierà alle ore 20.00, sarà caratterizzata da un menù creato appositamente per l’occasione. CASTEL GUELFO giovedì 3 settembre 2009 ore 22.00 Locanda Solarola FLORALEDA SACCHI arpa “Danze per Arpa” << Archivio NEWS |
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