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10/07/2009 - 14/07/09 - A colloquio con Ivo Pogorelić In attesa del concerto che il grande pianista serbo terrà insieme a I Virtuosi Italiani al Teatro Diego Fabbri di Forlì, martedì 14 luglio, riusciamo a fare una piccola intervista al Maestro, in questi giorni impegnato in un’intensa tournée europea. Interprete inconfondibile, Ivo Pogorelić nasce a Belgrado nel 1958. Comincia lo studio del pianoforte a sette anni, e a dodici va a Mosca a studiare alla Scuola centrale di musica e poi al Conservatorio Čajkovskij. Nel 1976 inizia a studiare con un’importante didatta e pianista, Aliza Kezeradze, che sposerà nel 1980 e a cui rimarrà accanto fino alla prematura scomparsa, nel 1996. Nel 1978 Ivo Pogorelić vince il Premio Casagrande di Terni e nel 1980 il Montreal International Music Competition; ma è il premio che non ha mai vinto a renderlo famoso nel mondo. Nel 1980 viene clamorosamente eliminato alla terza prova del Concorso “F. Chopin” di Varsavia; ne nasce una controversia che catalizza su di lui l’attenzione dell’intero mondo musicale. Martha Argerich lo definisce un genio e lascia la giuria per protesta. Da sempre impegnato in opere di beneficenza e solidarietà, Ivo Pogorelić, nel 1994 fonda la Sarajevo Charitable Foundation con lo scopo di raccogliere fondi per la costruzione di un ospedale per madri e bambini di Sarajevo, mentre nel 1988 viene nominato Ambassador of Godwill dell’UNESCO quale riconoscimento per il lavoro svolto in campo internazionale per l’educazione dei giovani. D- Maestro lei è vissuto sempre di musica e sin dalla più tenera età. Com’è iniziata la sua passione per il pianoforte? Ho iniziato perché i miei genitori pensavano che l’educazione musicale fosse una tappa fondamentale della formazione, ma non ho scelto io il pianoforte. D- Maestro, da sempre sostiene i giovani musicisti e li supporta in vari modi anche attraverso i concorsi. Ad esempio, nel dicembre 1993 ha fondato il Concorso Internazionale per pianoforte solista in collaborazione con la Ambassador Foundation di Pasadena, in California. Cosa pensa dei concorsi di musica oggi e come spiega che è stato proprio un premio non vinto (mi riferisco al Concorso “F. Chopin” di Varsavia nel 1980) a renderla famoso nel mondo? Penso che i concorsi siano una tappa importante nella carriera artistica perché attirano l’attenzione e danno rilievo al talento di un giovane musicista. Riguardo al Concorso di Varsavia, c’erano discrepanze nel sistema di voto. D- Per il concerto di Emilia Romagna Festival eseguirà insieme ai Virtuosi Italiani un programma che prevede musiche di Antonio Vivaldi e di Fryderyk Chopin. Come nasce in lei l'amore per un autore, la scelta di una partitura. Dalla tecnica? Dalla difficoltà della stessa? Non si può non avere ammirazione per Chopin, un autore pieno di talento e poesia. Era anche un compositore che a causa della sua precoce scomparsa non ha potuto sviluppare la sua musica ulteriormente nell’ espressionismo Questa originalità lo rende affascinante per un artista. D- Ci può dare un’anticipazione dei suoi progetti per il futuro? Certo, continuerò a seguire la mia linea artistica. Ora sto preparando Chopin n.1 che non ho mai suonato prima: mi diverto a fare di nuovo lo studente! FORLI’ Martedì 14 luglio 2009 ore 21.15 Teatro Diego Fabbri IVO POGORELIĆ pianoforte Alberto Martini violino I VIRTUOSI ITALIANI << Archivio NEWS |
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