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Il comune di Codigoro si trova su di un territorio totalmente pianeggiante nel Parco regionale del Delta del Po, immerso nella Pianura Padana e a poca distanza dalle Valli di Comacchio e dalle coste del Mare Adriatico ed è attraversato per un breve tratto dal Po di Volano. Il territorio circostante l'abitato urbano è caratterizzato dalla presenza di campi coltivati e da numerosi canali di irrigazione, risultato delle bonifiche avvenute nella zona del basso ferrarese che videro il ritiro delle acque del Po e la sua conseguente deviazione verso il Veneto.
La storia di Codigoro la si fa ricondurre al IX secolo quando una comunità di Benedettini si insedia nel territorio dell'attuale Pomposa che allora era posizionato su un isolotto bagnato dal Mare Adriatico e dai rami del Po di Volano e del Po di Goro. È in questi anni che prende avvio la costruzione dell'Abbazia di Pomposa la quale diede risalto a Codigoro e al suo territorio il quale acquisì maggiore rilevanza grazie ai redditizi terreni agricoli e all'istituzione del Palazzo del Vescovo il quale concentrava su di se il governo politico e commerciale fino all'assorbimento di Codigoro da parte dell'Esarcato di Ravenna al quale prenderà parte sino all'anno 1000.
Verso il 1150 hanno inizio le pressioni per il controllo sul territorio da parte degli Este, signori di Ferrara, ma sono anche gli anni che vedono la fine della prosperità di Codigoro a causa della Rotta di Ficarolo, avvenuta nel 1152, a causa della quale il corso fluviale del Po si spostò a nord prosciugando le acque del Volano fino all'abbandono dell'Abbazia di Pomposa e di Codigoro dai frati Benedettini. Hanno inizio quindi le opere di bonifica del territorio, iniziate nel 1464 e terminate nel 1580, promosse dai duca d'Este e che riuscirono, anche se in piccola parte, a rendere più vivibile il territorio codigorese.
Successivamente, dal 1600 al 1604, infatti la Repubblica di Venezia attuò una modifica al flusso del Po di Levante facendolo sboccare più a sud in territorio ferrarese rendendo così vane le opere idrauliche portate a compimento dagli Este. Le opere di bonifica riprendono nel 1598 quando Ferrara passò sotto il dominio dello Stato della Chiesa sino alla metà del 1800 quando vennero costruiti i primi impianti idrovori e venne attuata la bonifica del circondario Polesine di Ferrara. |
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Chiesa dell'Abbazia di Pomposa (29 luglio), Sala delle Stilate dell'Abbazia di Pomposa (14 luglio, 4 agosto, 13 agosto) comprende oggi la Basilica con l'Atrio, il Campanile romanico, la Sala del Capitolo, la Sala a Stilate, il Refettorio, il Dormitorio ed il Palazzo della Ragione. Questi edifici ospitarono nel Medioevo un centro di spiritualità e cultura tra i più importanti al mondo.
Eventi climatici favorevoli avevano permesso fra il VI ed il VII sec. l'insediamento di un gruppo di monaci benedettini provenienti da Ravenna, che avevano scelto un'isola fra il Po ed il mare che per la usa tranquillità favoriva meditazione e laboriosità. La prima notizia scritta su Pomposa è però dell'anno 874 e riguarda una controversia giurisdizionale tra il Vescovo di Ravenna ed il Papato. Durante il secolo successivo il vitale monastero preparava la sua totale indipendenza da San Salvatore di Pavia e da Ravenna, che avveniva nel 1001, grazie all'accordo sottoscritto dall'Imperatore Ottone III ed il Papa Silvestro II.
Donazioni e privilegi accrescono la potenza economica pomposiana anche nelle limitrofe zone del Veneto e della Romagna.
Agli inizi del XIV sec. Pomposa aveva giurisdizione su 49 chiese sparse nell'Italia centro - settentrionale. Con l'avvento di San Guido degli Strambiati ad abate di Pomposa (1008-1046) inizia il periodo più fecondo dell'abbazia benedettina, che sarà visitata in seguito da personaggi importanti, come ad esempio San Pier Damiani e Dante Alighieri. Nello stesso periodo, fu monaco Guido d'Arezzo al quale si deve "l'invenzione" delle note musicali. Molto famosa fu anche la ricca Biblioteca del monastero, che vide qui rifiorire studi classici, letterari, religiosi, per poi andare irrimediabilmente dispersa. Il Palazzo della Ragione, costruito alquanto discosto dal complesso monastico, è testimonianza dell' esercizio della giustizia da parte dell'Abate sui territori sottoposti al monastero. Nei secoli dello splendore dell'Abbazia fiorirono le arti architettoniche e pittoriche, che ci hanno lasciato soprattutto i meravigliosi cicli trecenteschi della Basilica, del Refettorio e della Sala del Capitolo. Quindi, in seguito ad eventi catastrofici, culminati con la cosiddetta rotta del Po a Ficarolo, che si fa risalire al 1152, l'interesse economico e culturale abbandona il territorio costiero, oramai invaso dalle acque, e i monaci lascia Pomposa alla volta del nuovo convento di S.Benedetto di Ferrara (1553). Il recupero dell'Abbazia fu poi attuato a partire dalla fine dell' '800, quando tutti i fabbricati vennero acquisiti dal Demanio e riportati a nuova vita. Infine fu istituito nel 1976 il Museo Pomposiano che raccoglie, nel grande vano dell' ex Dormitorio dei frati, resti scultorei, dipinti ed altre opere d'arte legate alla storia del Monastero. |
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mercoledì 14 luglio ore 21.15
Sala delle Stilate
dell’Abbazia di Pomposa
Chopin e Sand: Feu Sacré
Lettere e letture su e di Fryderyk Chopin e George Sand
CATHERINE SPAAK voce recitante
EUGENE SKOVORODNIKOV pianoforte |
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giovedì 29 luglio ore 21.15 Chiesa dell’Abbazia di Pomposa
Pergolesi ‘300: Stabat Mater
ORCHESTRA DA CAMERA DELLA FILARMONICA SLOVENA
Paola Cigna soprano
Daniela Pini mezzosoprano
Lana Trotovšek violino solista
ANDRES MUSTONEN violino solista
Musiche di Bach e Pergolesi |
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venerdì 13 agosto ore 21.15 Sala delle Stilate
dell’Abbazia di Pomposa
Livin’ Tango: il Tango di Astor Piazzolla
HYPERION ENSEMBLE
Bruno Fiorentini flauto
Valerio Giannarelli violino
Nicola Toscano chitarra
José Luis Betancor bandoneon
Danilo Grandi contrabbasso
Guido Bottaro pianoforte
MARCELA GUEVARA y STEFANO GIUDICE ballerini |
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in collaborazione con

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